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"Si può vivere di Luce?"

21/05/2022 10:53

Manuela Pompas

Eremo-Italia, Jasmuheen, Manuela Pompas,

"Si può vivere di Luce?"

Una delle persone più straordinarie che stanno lavorando per aiutare l’umanità a prendere coscienza delle proprie meravigliose capacità interiori e de

Una delle persone più straordinarie che stanno lavorando per aiutare l’umanità a prendere coscienza delle proprie meravigliose capacità interiori e della possibilità di connettersi alle forze divine (ma anche a quelle di Gaia, la Madre Terra) è l’australiana Jasmuheen (che però è di origine norvegese, il padre è finito in Australia alla fine della guerra), divenuta famosa nel mondo perché da più di vent’anni non mangia e si nutre di luce, d’energia pranica. “Ogni tanto faccio uno strappo e prendo un cappuccio o un bicchiere di champagne, che mi piacciono molto” ride. “D’altronde non devo dimostrare niente a nessuno, non ho firmato nessun contratto di sofferenza. 

Sono venuta sulla Terra per portare l’energia dell’amore cosmico. 

Ho iniziato un percorso esoterico grazie ai maestri che ho incontrato fin da giovane, come gli immortalisti del Tao, i maestri Veda, gli shamani Hopi. Però se avessi parlato solo di spiritualità sarei stata una delle tante. La capacità di trasformare l’energia pranica in proteine, vitamine e minerali mi ha permesso d’attirare l’attenzione su di me, per poi portare le mie scoperte in tutto il mondo. 

D’altronde l’umanità non è ancora pronta per un programma totale d’armonizzazione.

Lo vediamo dal caos intorno a noi, dalle guerre, i giochi economici e politici, l’inquinamento, il disboscamento, la mancanza di rispetto per Pachamama, la Madre Terra”. Ma lei non si arrende: Ambasciatrice di Pace, sta attuando un programma mondiale d’armonizzazione e d’illuminazione. Io l’ho incontrata due anni fa ad Assisi, dove ho frequentato un suo seminario. E ora, dopo due anni, ritorna ancora nello stesso posto per un altro workshop, in cui proseguirà il suo programma per l’Italia, affrontando il tema degli Armonici del Cuore divino.

Prima d’incontrarla avevo qualche pregiudizio, come molti non credevo che si potesse sopravvivere digiunando.

Nel suo volantino incitava a iscriversi solo se ascoltando il cuore ci sentivamo spinti verso di lei, insomma se non era una curiosità ma una chiamata. Chiedendo al mio Sé durante la meditazione, avevo sentito una specie di presenza luminosa: sì, era proprio il tempo di fare questa esperienza con lei. Che è stata addirittura superiore alle aspettative. Lei è una donna radiosa, sorridente, che non se la tira per niente, sempre disponibile, non giudica mai, abituata com’è a vedere in ciascuno il lato divino, perfetto, che si nasconde dietro la maschera che portiamo. Mi ricordo una sua frase che mi ha colpito: “Usate tutti gli esercizi che vi insegnerò, sulla spiritualità non c’è copyright. Inoltre in ogni corso io cambio, seguo i suggerimenti che m’ispirano le mie guide”. Jas ha libertà di vedute, rispetto e amore per i suoi allievi, a differenza di sedicenti maestri che legano i discepoli con minacce sottili (tipico delle sette). “Sono come una farfalla cosmica” sorride “che viene, insegna affinché ciascuno possa a sua volta trasmettere e poi vola via”. La prima cosa che spiega è come ha fatto a vivere di prana. “In questo cammino sono stata sostenuta a livello divino. La luce si trasforma in vitamine e minerali, il corpo non ha veramente bisogno di niente (e le mie funzioni sono normali). All’inizio pesavo 52 chili: ho chiesto al corpo di non scendere sotto i 47 e lui ha ubbidito. Poi gli ho detto: “Sono troppo magra” e in qualche settimana ho messo su otto chili, naturalmente senza mangiare.

Se imparate a porre la domanda alla vostra essenza divina, il corpo ubbidisce.

Così si può ripetere: “Affido al dio che è in me tutte le cellule e gli atomi del mio corpo. Nutrimi, dammi il peso giusto”. Il peso fisico non è legato al cibo, ma all’amore che abbiamo o di cui abbiamo bisogno. Tuttavia questa capacità è una piccola cosa rispetto a quanto si può fare vivendo nella Grazia, quando si raggiunge l’illuminazione. Pensate come sarebbe il nostro mondo se sei miliardi di persone raggiungessero il livello d’evoluzione più alto, se ci collegassimo tutti con Buddha, il Cristo, la Madre divina, Babaji, i colleghi cosmici che vogliono esserci amici e che ci bombardano di frequenze meravigliose”. 

Il suo corso risveglierà qualcosa in ciascuno di noi, sicuramente una maggiore consapevolezza e tanta gioia. Perché ci divertiamo, anche. Jasmuheen non è noiosa, né pedante, ride, ci fa cantare e ballare. E ovviamente anche meditare. Prima di lavorare sul prana, cantiamo una canzoncina: “Prana in the morning, prana in the night, in this moments I feel all right” (energia al mattino, energia la sera, in questi momenti mi sento proprio bene). Tuttavia per poter vivere d’energia, occorre armonizzare i chakra. Essi, come probabilmente i nostri lettori sanno, sono centri multidimensionali d’energia, delle spirali collegate nel corpo ai centri ormonali e connessi con il corpo fisico, quello emozionale (o astrale), il mentale, l’intuitivo e lo spirituale o buddhico. “Dovete creare la vostra armonia”, dice Jasmuheen. “Scoprirete che queste energie lavorano per aiutarvi. Si lavora a due livelli: uno corporeo, cellulare (le cellule amano la musica: ascoltatela tutte le volte che potete!) ed uno energetico, in cui emerge l’amore della vostra essenza divina. Intorno a noi c’è gioia, imparate a farla fluire, e amate il vostro corpo. L’unica regola quando si lavora è che tutto ciò che facciamo porti il massimo beneficio per tutti”. C’insegna a far salire il prana dal primo chakra su fino all’ultimo. Non è difficile, bisogna solo concentrarsi sul corpo e ascoltarsi. “La pinealina (un ormone neurotrasmettitore) attiva i 4/5 del cervello che non usiamo, alimentandolo d’energia divina con frequenze che attivano la supermente, risvegliando il sesto e il settimo senso”. Oggi nel mondo ci sono decine di persone che hanno smesso di mangiare, per nutrirsi di luce. 

“Non tutti possono farlo”, spiega Jasmuheen “dipende dalla vostra capacità di trasformare il prana e dalle vostre riserve energetiche”. C’insegna un metodo di misurazione della quantità d’energia che abbiamo, usando il corpo come se fosse un pendolo. Con i piedi ben piantati per terra e le ginocchia leggermente piegate, prima di tutto domandiamo com’è il “sì” e il “no”: di solito quando la risposta è positiva il corpo s’inclina leggermente in avanti, quando è negativa va indietro. Allora chiediamo mentalmente alla nostra intelligenza corporea (o al grande spirito che è dovunque) se ha più del 20% di energia, poi il 30, il 40, e così via, finché la risposta diventa no (io non poso lamentarmi, ho una buona carica. E naturalmente mangio più del necessario).

Solo chi arriva al 100 per cento può escludere il cibo, altrimenti ci si deve nutrire per la quantità di energia che ci manca.

“Ma poco, il vostro stomaco è grande come un pugno, quindi basterebbe un pugno di cibo. Tra l’altro, se un buon numero di persone smettesse di mangiare almeno il superfluo, ovvero ciò che non serve al proprio corpo, si risolverebbe il problema della fame nel mondo e si raggiungerebbe una forma di civiltà superiore. Il prana è un nutrimento totale, toglie ogni tipo di fame, ogni bisogno sul piano fisico, emozionale, mentale e spirituale. Tutti quelli che vivono di prana cambiano il rapporto con il tempo e lo stile di vita, sono più calmi, più rilassati, più sani. S’impara a trattare il corpo come un tempio, a pregare, a meditare, a diventare maestri della mente, lasciando andare le forme pensiero negative, a stare in silenzio nella natura”.

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